Charlotte Nortier

Charlotte Nortier, l’arte di semplificare la tecnologia

Dietro ogni funzionalità di Spark o del Quality Center si nasconde un lavoro di ascolto, progettazione e iterazione. Fin dal suo arrivo in Scortex, Charlotte si impegna a rendere le tecnologie avanzate comprensibili e utili per i team che le utilizzano quotidianamente nei siti di produzione.

1.     Quando è entrata a far parte di Scortex e qual è il suo ruolo oggi?

Sono entrata in Scortex a gennaio 2023 come product designer,  e la prima a ricoprire questo ruolo all'interno dell'azienda. È una responsabilità che mi ha motivata fin dall'inizio: quella di strutturare questa funzione in un'azienda in piena espansione.

Oggi mi occupo della progettazione delle interfacce utente dei nostri due prodotti, Spark e il Quality Center. Ciò comporta una stretta collaborazione con i Product Manager per identificare le esigenze degli utenti e le opportunità di prodotto, nonché con i team tecnici per definire insieme i modi migliori per implementare queste soluzioni.

2.     Com'è la sua giornata tipo e quali sono le sue missioni chiave?

Non esiste una vera e propria giornata tipo, tutto dipende dai progetti in corso e dal loro stato di avanzamento. Ciò che struttura il mio lavoro sono piuttosto tre grandi missioni.

La prima: la definizione delle problematiche. Tutto inizia con una fase di esplorazione insieme ai Product Manager per inquadrare le sfide, condurre ricerche sugli utenti con i nostri clienti e i nostri esperti interni, e capire esattamente cosa rappresenta un ostacolo.

La seconda: passare da un'idea a una soluzione concreta. Inizio col delineare delle strade sotto forma di schizzi, poi segue una fase di iterazione con i team tecnici e i Product Manager, molti scambi, spesso test con gli utenti, fino ad arrivare a prototipi ad alta fedeltà, sufficientemente precisi affinché gli sviluppatori possano implementarli senza ambiguità.

La terza: il monitoraggio dello sviluppo. Il mio lavoro non si ferma alla progettazione. Mi assicuro che ciò che viene rilasciato sia conforme a quanto immaginato, effettuando numerosi test per evitare regressioni e garantire un'esperienza ottimale ai nostri clienti. 

3.     Dopo questi quasi tre anni in Scortex, secondo lei, cosa ha permesso all’azienda di diventare un pioniere dell’IA applicata al controllo qualità?

Ciò che mi colpisce è prima di tutto la ricchezza e la complementarità dei profili che compongono il team. In Scortex si trovano competenze molto varie: data science, visione industriale, prodotto, esperienza sul campo, che si combinano per produrre soluzioni davvero compiute.

C'è anche una vera profondità di conoscenza del settore. Alcune persone sono qui fin dagli inizi dell'azienda e hanno una comprensione dettagliata delle realtà industriali e delle sfide del controllo qualità. È un vantaggio considerevole in un ambito così esigente.

Infine, penso che Spark stesso sia una risposta a questa ambizione: un prodotto capace di adattarsi a casi d'uso molto vari, indipendentemente dal settore o dalla complessità del contesto. Questa flessibilità, unita a una vera rigore tecnologico, è secondo me ciò che distingue Scortex sul mercato.

4.     In che modo la sua competenza ha fatto la differenza nel corso dei suoi anni di esperienza in Scortex? Una sfida, un caso d’uso o un momento concreto da condividere?

Il mio contributo principale riguarda la dimensione grafica e la progettazione delle interfacce. Scortex ha fatto la scelta forte di offrire interfacce accessibili e ben progettate, il che non è scontato nel mondo degli strumenti industriali, dove gli utenti sono spesso abituati a software poco ergonomici. È un vero elemento di differenziazione, e di questo sono particolarmente fiera.

Ma è anche una sfida quotidiana. Spark è un prodotto molto tecnico e ogni nuova funzionalità solleva la stessa domanda fondamentale: ha davvero senso inserirla? E se sì, come renderla comprensibile per utenti che non sono esperti di IA?

Questo mi impone di accrescere costantemente le mie competenze su tecnologie complesse che, di base, sono lontane dal mio core business. È esigente, ma è anche ciò che rende questo lavoro profondamente interessante: sono in un certo senso il primo filtro tra la complessità tecnologica e l'esperienza che vivrà l'utente finale.  

5.     Di cosa va più fiera tra le cose che avete costruito collettivamente?

Senza esitazione: il Quality Center.

È la nostra piattaforma online che permette ai clienti di accedere ai dati trasmessi dalle loro stazioni di ispezione. Due anni fa abbiamo deciso di riprogettarlo interamente. Siamo partiti da alcune funzionalità chiave, volutamente semplici, per costruire una base solida. Poi, abbiamo arricchito il prodotto progressivamente, in base ai feedback e alle esigenze identificate.

Oggi, il Quality Center è diventato uno strumento indispensabile, inscindibile dall'uso di Spark. Quasi fatico a immaginare come potessimo lavorare senza di esso.

Ciò che mi rende fiera non è solo il risultato in sé, ma il percorso: vedere un prodotto crescere in modo coerente, funzionalità dopo funzionalità, e imporsi naturalmente come un'evidenza per i nostri clienti.

6.     Guardando avanti, come vede evolversi l’IA applicata al controllo qualità nell’industria e il ruolo di Scortex in questa evoluzione? 

L'IA sta diventando uno strumento indispensabile in quasi tutti i settori e il controllo qualità industriale non fa eccezione a questa tendenza. Sono convinta che la sua adozione continuerà a diffondersi ampiamente. Ciò che solo pochi anni fa era percepito come tecnologia all'avanguardia sta diventando progressivamente uno standard.

Sul piano tecnologico, i progressi sono costanti, quasi quotidiani. Ciò consentirà di coprire casi d'uso sempre più vari e complessi, e di fornire risposte a problematiche industriali che finora sembravano difficili da affrontare.

In questo contesto, Scortex parte con un vantaggio reale: dieci anni di esperienza su questo mercato. Non è cosa da poco. È un decennio di feedback sul campo, di casi d'uso risolti, di conoscenza accumulata. Un vantaggio competitivo che sarà difficile da colmare per i soggetti che si affacciano sul mercato oggi.

 

Charlotte Nortier

Charlotte Nortier, l’arte di semplificare la tecnologia

Dietro ogni funzionalità di Spark o del Quality Center si nasconde un lavoro di ascolto, progettazione e iterazione. Fin dal suo arrivo in Scortex, Charlotte si impegna a rendere le tecnologie avanzate comprensibili e utili per i team che le utilizzano quotidianamente nei siti di produzione.

1.     Quando è entrata a far parte di Scortex e qual è il suo ruolo oggi?

Sono entrata in Scortex a gennaio 2023 come product designer,  e la prima a ricoprire questo ruolo all'interno dell'azienda. È una responsabilità che mi ha motivata fin dall'inizio: quella di strutturare questa funzione in un'azienda in piena espansione.

Oggi mi occupo della progettazione delle interfacce utente dei nostri due prodotti, Spark e il Quality Center. Ciò comporta una stretta collaborazione con i Product Manager per identificare le esigenze degli utenti e le opportunità di prodotto, nonché con i team tecnici per definire insieme i modi migliori per implementare queste soluzioni.

2.     Com'è la sua giornata tipo e quali sono le sue missioni chiave?

Non esiste una vera e propria giornata tipo, tutto dipende dai progetti in corso e dal loro stato di avanzamento. Ciò che struttura il mio lavoro sono piuttosto tre grandi missioni.

La prima: la definizione delle problematiche. Tutto inizia con una fase di esplorazione insieme ai Product Manager per inquadrare le sfide, condurre ricerche sugli utenti con i nostri clienti e i nostri esperti interni, e capire esattamente cosa rappresenta un ostacolo.

La seconda: passare da un'idea a una soluzione concreta. Inizio col delineare delle strade sotto forma di schizzi, poi segue una fase di iterazione con i team tecnici e i Product Manager, molti scambi, spesso test con gli utenti, fino ad arrivare a prototipi ad alta fedeltà, sufficientemente precisi affinché gli sviluppatori possano implementarli senza ambiguità.

La terza: il monitoraggio dello sviluppo. Il mio lavoro non si ferma alla progettazione. Mi assicuro che ciò che viene rilasciato sia conforme a quanto immaginato, effettuando numerosi test per evitare regressioni e garantire un'esperienza ottimale ai nostri clienti. 

3.     Dopo questi quasi tre anni in Scortex, secondo lei, cosa ha permesso all’azienda di diventare un pioniere dell’IA applicata al controllo qualità?

Ciò che mi colpisce è prima di tutto la ricchezza e la complementarità dei profili che compongono il team. In Scortex si trovano competenze molto varie: data science, visione industriale, prodotto, esperienza sul campo, che si combinano per produrre soluzioni davvero compiute.

C'è anche una vera profondità di conoscenza del settore. Alcune persone sono qui fin dagli inizi dell'azienda e hanno una comprensione dettagliata delle realtà industriali e delle sfide del controllo qualità. È un vantaggio considerevole in un ambito così esigente.

Infine, penso che Spark stesso sia una risposta a questa ambizione: un prodotto capace di adattarsi a casi d'uso molto vari, indipendentemente dal settore o dalla complessità del contesto. Questa flessibilità, unita a una vera rigore tecnologico, è secondo me ciò che distingue Scortex sul mercato.

4.     In che modo la sua competenza ha fatto la differenza nel corso dei suoi anni di esperienza in Scortex? Una sfida, un caso d’uso o un momento concreto da condividere?

Il mio contributo principale riguarda la dimensione grafica e la progettazione delle interfacce. Scortex ha fatto la scelta forte di offrire interfacce accessibili e ben progettate, il che non è scontato nel mondo degli strumenti industriali, dove gli utenti sono spesso abituati a software poco ergonomici. È un vero elemento di differenziazione, e di questo sono particolarmente fiera.

Ma è anche una sfida quotidiana. Spark è un prodotto molto tecnico e ogni nuova funzionalità solleva la stessa domanda fondamentale: ha davvero senso inserirla? E se sì, come renderla comprensibile per utenti che non sono esperti di IA?

Questo mi impone di accrescere costantemente le mie competenze su tecnologie complesse che, di base, sono lontane dal mio core business. È esigente, ma è anche ciò che rende questo lavoro profondamente interessante: sono in un certo senso il primo filtro tra la complessità tecnologica e l'esperienza che vivrà l'utente finale.  

5.     Di cosa va più fiera tra le cose che avete costruito collettivamente?

Senza esitazione: il Quality Center.

È la nostra piattaforma online che permette ai clienti di accedere ai dati trasmessi dalle loro stazioni di ispezione. Due anni fa abbiamo deciso di riprogettarlo interamente. Siamo partiti da alcune funzionalità chiave, volutamente semplici, per costruire una base solida. Poi, abbiamo arricchito il prodotto progressivamente, in base ai feedback e alle esigenze identificate.

Oggi, il Quality Center è diventato uno strumento indispensabile, inscindibile dall'uso di Spark. Quasi fatico a immaginare come potessimo lavorare senza di esso.

Ciò che mi rende fiera non è solo il risultato in sé, ma il percorso: vedere un prodotto crescere in modo coerente, funzionalità dopo funzionalità, e imporsi naturalmente come un'evidenza per i nostri clienti.

6.     Guardando avanti, come vede evolversi l’IA applicata al controllo qualità nell’industria e il ruolo di Scortex in questa evoluzione? 

L'IA sta diventando uno strumento indispensabile in quasi tutti i settori e il controllo qualità industriale non fa eccezione a questa tendenza. Sono convinta che la sua adozione continuerà a diffondersi ampiamente. Ciò che solo pochi anni fa era percepito come tecnologia all'avanguardia sta diventando progressivamente uno standard.

Sul piano tecnologico, i progressi sono costanti, quasi quotidiani. Ciò consentirà di coprire casi d'uso sempre più vari e complessi, e di fornire risposte a problematiche industriali che finora sembravano difficili da affrontare.

In questo contesto, Scortex parte con un vantaggio reale: dieci anni di esperienza su questo mercato. Non è cosa da poco. È un decennio di feedback sul campo, di casi d'uso risolti, di conoscenza accumulata. Un vantaggio competitivo che sarà difficile da colmare per i soggetti che si affacciano sul mercato oggi.

 

Parliamo della tua qualità da oggi.

I membri del team Scortex sono felici di rispondere alle vostre domande.

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